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18. 9. 2026

MEMORIA D’ALTA QUOTA: Ars Bismantova alla tradizionale commemorazione della Grande Guerra a Peio

Domenica 6 settembre 2026 ho avuto il privilegio di partecipare nuovamente alla tradizionale e toccante commemorazione dei caduti della Grande Guerra a Peio (TN). Un appuntamento annuale che stringe in un unico abbraccio la comunità locale, gli storici e gli appassionati della memoria alpina presso il Colle San Rocco.

Quest’anno le celebrazioni portavano con sé un carico emotivo e storico ancora più profondo, segnando due anniversari importantissimi per la Valle:

  • I 20 anni dal primo ritrovamento (avvenuto nel 2004) dei resti dei tre soldati (Kaiserschützen) restituiti dal ghiacciaio sul Piz Giumela (3.593 m).
  • I 10 anni dall’inaugurazione e allestimento (2014) del sito archeologico e della stazione teleferica di Punta Linke (3.629 m), ad oggi il museo della Grande Guerra più alto d’Europa.

Per questa speciale ricorrenza, ho voluto scolpire una nuova opera (realizzata nel 2024) che unisce idealmente la maestosità delle cime alpine, il dramma del filo spinato e la custodia del ricordo, rappresentata dal profilo del museo stesso.

Questa scultura va ad affiancarsi all’“Om de Fèr”, l’opera in legno che ho scolpito esattamente 10 anni fa, nel 2016, e che è permanentemente esposta presso le sale del Museo “Pejo 1914-1918: La guerra sulla porta”.

La tradizione dell’Om de Fèr (Kriegsnagelung):
La statua dell’Om de Fèr non è soltanto la raffigurazione di un soldato, ma affonda le sue radici nell’antica e simbolica usanza austro-ungarica e tedesca del Kriegsnagelung (“chiodatura per la guerra”). Durante il primo conflitto mondiale, la popolazione civile acquistava un piccolo chiodo metallico e lo piantava all’interno di sculture o stemmi di legno. Il ricavato delle offerte veniva interamente devoluto in beneficenza per sostenere le vedove, gli orfani e i mutilati lasciati dal fronte. È stato emozionante vedere come la mia scultura in legno, nata nel mio laboratorio, si sia trasformata nel tempo, accogliendo centinaia di chiodi lasciati dai visitatori e diventando essa stessa un monumento collettivo e stratificato di solidarietà e rispetto.

Un ringraziamento speciale va al Museo di Peio e a tutti coloro che mantengono viva questa memoria di pace a fil di cielo.